Ciambella alle pere e cioccolato in 10 minuti.

Questa ricetta molto probabilmente è l’ultima che troverete nel mio blog così come lo vedete oggi, dalla prossima (spero) lo troverete in una veste tutta nuova ma specialmente Parole di Gusto non sarà più un blog tutto solo nel web ma farà parte di un network d’eccellenze!

Inutile dirvi da quanto aspettavo questo momento e quanto sono impaziente del cambiamento. Chi mi segue non mi perderà naturalmente, ma potrete continuare a seguirmi anche nel nuovo network 😉

Per concludere questa prima “vita” del mio blog vi lascio una ricetta facile facile che vi permetterà di realizzare in soli 10 minuti una Ciambella alle pere con gocce di cioccolato che andrà a ruba! Se poi la preparate per colazione vostro marito/moglie non potrà che “gongolare”!!!

Ingredienti:

230 gr di farina 00

100 gr di zucchero

60 gr di burro

2 uova

25 ml di latte

1 pera (Kaiser o Abate)

30 gr di gocce di cioccolato fondente

½ bustina di lievito

Un pizzico di sale

 

In una ciotola lavorate con una frusta le uova con lo zucchero, aggiungete il burro fatto sciogliere nel microonde e lasciato intiepidire. Incorporate la farina setacciata con lievito e sale. Ammorbidite il composto con il latte quindi aggiungete la pera tagliata a cubetti e le gocce di cioccolato. Mescolate con un cucchiaio di legno fino ad avere un composto liscio. Versate l’impasto in uno stampo da ciambella piuttosto piccolo (massimo 22 cm) precedentemente imburrato ed infarinato. Cuocete in forno statico e preriscaldato a 180° per 20-25 minuti. Per verificare la cottura infilate uno stuzzicadenti nella ciambella, quando uscirà asciutto sarà pronta.

E dopo una bella fetta golosa di questa Ciambella alle pere e gocce di cioccolato vi aspetto nei prossimi giorni per scoprire il nuovo blog!

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Semifreddo alle pesche e Brutti ma Buoni alle nocciole

Oggi vi parlo della ricetta che è stata pubblicata sul blog di Sapori e non potevo certo esimermi dal pubblicarla anche qui!

E’ un semifreddo con pesche sciroppate e Brutti ma Buoni alle nocciole; due materie prime che sono state studiate per essere trovare facilmente tutto l’anno.

Preparatelo quando avete degli ospiti da sorprendere, ne resteranno deliziati!

Per il semifreddo alle pesche

400 ml di panna fresca

50 gr di zucchero a velo

400 gr di pesche sciroppate

4 gr di agar agar

Per il semifreddo ai Brutti ma Buoni

100 ml di latte

25 gr di zucchero

1 tuorlo

7 gr di farina

100 gr di Brutti ma Buoni alle nocciole

100 ml di panna fresca

10 gr di zucchero a velo

Frullate le pesche, prelevatene 100 gr e fatele scaldare, quando raggiungono il bollore unite l’agar agar, togliete dalla fiamma e mescolate. Unite le pesche con l’agar agar al resto della frutta frullata. Montate la panna con lo zucchero a velo e una volta che la polpa di pesche si sarà intiepidita aggiungetela alla panna. Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto così da non smontare la massa. Versate metà del composto in 12 anelli d’acciaio (o in alternativa in uno stampo di silicone) e mettete in freezer per 30 minuti.

Preparate nel frattempo il semifreddo ai Brutti ma Buoni. Scaldate il latte e a parte miscelate lo zucchero con il tuorlo, aggiungete poi la farina. Versate il latte caldo sul composto ottenuto, mescolate e ponete il tutto sul fuoco ad addensare tenendo mescolato così da evitare la formazione di grumi. Una volta ottenuta la crema pasticcera togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. A parte montate la panna con lo zucchero a velo, incorporate la crema pasticcera e i Brutti ma Buoni sbriciolati finemente.

Togliete il semifreddo alle pesche dal congelatore e con una sacca da pasticcere disponete uno strato di semifreddo ai Brutti ma Buoni più piccolo rispetto a quello alle pesche. Mettete a raffreddare in freezer per mezzora. Completate il dolce con la parte restante del semifreddo alle pesche, livellate bene la superfice e mettete nuovamente in freezer a raffreddare.

Togliete il dolce dal congelatore un’ora prima del servizio conservandolo in frigorifero. Guarnite con pesche e Brutti ma Buoni sbriciolati grossolanamente.

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Note:  Questo dolce può essere conservato in freezer per 30 giorni.

L’aroma intenso e tostato della nocciola si sposa alla perfezione con la delicatezza della pesca.

Se siete invece curiosi di leggere la mia intervista cliccate qui.

Crostata Maddalena

Tante volte ho parlato di crostate nel mio blog, così tante le ricette che sono persino arrivata a creare una sezione apposita per averle rapidamente a portata di click.

Di crostate ce ne sono di velocissime (basta pensare alla classica crostata con la confettura) e altre un pò meno, ma tanto son buone che non importa se anziché 15 minuti ne servono il doppio o forse più.

Oggi vi presento due torte in una, non spaventatevi… come sempre non è nulla né di troppo complesso né di troppo impegnativo. Ormai le mie preparazioni cercano di concentrare i tempi, infatti con la bimba sempre vigile e sveglia diventa difficile concentrarsi su qualcosa di estremamente complicato. Sono certa però che viste le corse che tutti facciamo dalla mattina alla sera trovarsi una ricetta semplice ma di sicuro successo non dispiace certo a nessuno. Giusto?

Torniamo alla Crostata Maddalena. Questa crostata è composta da una base di frolla sottile, una farcitura di confettura alle ciliege e pasta maddalena. Ho avuto questa ricetta sotto il naso per tanti anni ma per vari motivi non l’avevo mai preparata. Sul libretto di I love Cooking della Cucina Italiana questo dolce mi sembrava troppo pesante e non proprio in linea con i miei gusti, ma mi sbagliavo. Certo, ho fatto delle modifiche alla ricetta originale per affinare i sapori (secondo la mia idea naturalmente).

Per velocizzare i tempi la pasta frolla l’ho preparata il giorno precedente e l’ho poi conservata in frigorifero avvolta nella pellicola trasparente.

Ecco gli ingredienti che vi serviranno per realizzare questa squisita torta da credenza:

Per la frolla:

300 gr di farina 00

150 gr  di burro ben freddo

100 gr di zucchero

2 uova

la scorza di un limone

un pizzico di sale

Per la pasta maddalena:

180 gr di zucchero

150 gr di farina

40 gr di burro

1 uovo + 3 tuorli

la scorza di mezza arancia

2 gocce di essenza di fior d’arancio

un pizzico di sale

Per farcire:

300 gr di confettura di ciliege

Per completare:

un cucchiaio di latte

zucchero a velo

 

Preparate la frolla come di consueto: formate delle briciole con tutti gli ingredienti ad esclusione delle uova, quindi aggiungetele all’impasto, lavorate velocemente e formate una palla. Avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per almeno un’ora.

Stendete 2/3 della pasta frolla su un foglio di carta forno ben infarinato fino ad avere uno spessore di circa 3 millimetri. Con molta delicatezza rovesciate la sfoglia su uno stampo da crostata imburrato ed infarinato assicurandovi che aderisca bene ai bordi. Prima di rimuovere la carta forno rimettete lo stampo con la frolla in frigorifero. (Questa operazione vi permetterà di avere una base omogenea, eliminando l’antipatico problema di rottura del bordo esterno durante il taglio).

Nel frattempo preparate la pasta maddalena: montate a bagnomaria l’uovo con i tuorli, l’essenza di fior d’arancio, la scorza d’arancia ed un pizzico di sale. Togliete dal fuoco e mescolando con una frusta aggiungete il burro fuso e delicatamente la farina a più riprese.

E’ arrivato il momento di comporre la torta: estraete dal frigorifero la frolla, rimuovete la carta forno ed eliminate dai bordi la pasta in eccesso. Stendete nel guscio di frolla la confettura di ciliege, quindi ricoprite con la pasta maddalena (che in questo momento dovrà avere la consistenza di una crema). Stendete la pasta frolla tenuta da parte sempre con gli stessi accorgimenti spiegati sopra e formate sulla torta una sorta di scacchiera. Sigillate i bordi e spennellate la frolla con il latte (sia i bordi che la scacchiera ma non la pasta maddalena). Infornate a 180° per 20 minuti. Aprite lo sportello di carico e velocemente cospargete la torta con zucchero a velo, quindi continuate la cottura per altri 15 minuti a 170°.

Aspettate che la torta sia ben fredda prima di estrarla dallo stampo.

Note: La tortiera ideale per questa crostata è con fondo amovibile, che permette così di togliere la torta facilmente senza rovesciarla.

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Rispetto per la natura e amore per il cibo vero, autentico: la filosofia dell’azienda agricola Emiliana Bertoli.

Dall’amore per la terra e un’idea suggerita dal cuore nasce nel 2010 a Pontoglio (Bs) una piccola azienda agricola vocata alla qualità e al rispetto per la natura. Alla base di questo lavoro apparentemente, ma solo apparentemente, tanto semplice ci sono un terreno di famiglia e la volontà di creare un progetto capace di durare nel tempo per lanciare un messaggio chiaro e senza compromessi: la qualità del prodotto senza lasciarsi ingolosire da scorciatoie economiche.

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Emiliana Bertoli fino a poco prima di avviare l’attività agricola lavora come sarta e con passione crea abiti da sposa, ama il suo lavoro e attraverso questo esprime sé stessa. Pochi anni fa si trova ad avere con la famiglia due ettari di terreno che precedentemente appartenevano ad un fratello che oggi purtroppo non c’è più.

Da questa premessa nasce l’idea di continuare a dar voce al desiderio del fratello interpretando la terra non come un qualcosa da sfruttare ma piuttosto da amare. Iniziano così le ricerche per tentare di trovare l’interpretazione migliore per questi terreni, dopo lunghe analisi arriva la risposta: frutti di bosco.

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Emiliana racconta “Ho sempre coltivato frutti di bosco nel giardino di casa, li ho sempre amati e pensavo di conoscerli. Lo studio a cui ci siamo appoggiati per lo sviluppo dell’azienda aveva individuato tre tipologie di attività che sarebbero state idonee per i miei terreni: piccoli frutti, lumache o erbe aromatiche. Da subito i primi sembravano perfettamente in linea con la tipologia di azienda che intendevo creare.” Nasce così l’azienda ma la sfida di Emiliana si spinge oltre, la coltivazione di questi piccoli frutti voleva essere biologica. Inutile dire quanto oggigiorno costi avviare dal nulla una nuova attività e la cosa che solitamente si tende a fare è cercare di minimizzare al massimo tutte le spese. La scelta di Emiliana guarda però al futuro e con questo chiaro obiettivo davanti a sé decide da subito di attuare in ogni passaggio produttivo la conduzione biologica. Una scelta coraggiosa poiché i costi lievitano da subito e non sempre nel consumatore si ritrova quella sensibilità o anche semplicemente quella propensione all’acquisto di un prodotto biologico, più salubre ma meno standardizzato rispetto ad uno coltivato secondo l’agricoltura convenzionale.

Nell’azienda niente è lasciato al caso e tutto è guidato da un attento progetto, anche l’irrigazione, a goccia in questo caso, che permette di evitare inutili sprechi d’acqua. I frutti vengono raccolti e venduti freschi e ciò che non viene acquistato dal consumatore Emiliana trasforma in squisite confetture.

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La raccolta di questi delicati frutti avviene esclusivamente a mano, senza guanti perché questi non permettono di comprendere la giusta maturazione del frutto, e la selezione avviene direttamente in frutteto. Ma vi siete mai chiesti quanto tempo serve per raccogliere i frutti di bosco? Si parte dalla mora e il mirtillo con una raccolta che richiede circa 30 minuti per chilogrammo, 45 minuti per i lamponi fino ad arrivare all’ora e mezza per l’uva giapponese. A questo punto verrebbe forse da chiedere ad Emiliana: chi te lo ha fatto fare? Eppure il legame che si è instaurato tra lei ed i suoi frutti va oltre la sfera puramente economica e lavorativa, nasce da una passione viscerale che sa trasmettere a quanti si recano al suo spaccio per acquistare i suoi prodotti a chilometro zero.

Ma l’azienda ha anche un ettaro dove vengono seminati cultivar particolari: un antico granturco quarantino bresciano senza glutine e ideale per preparare polenta o biscotti come gallette e il grano duro della tipologia Senatore Cappelli che viene macinato con il germe e la crusca per mantenere tutto il sapore e le caratteristiche di questo straordinario prodotto. Entrambi, granturco e grano duro, vengono macinati in un piccolo mulino a pietra. Accanto a piccoli frutti e grano allo spaccio aziendale è possibile trovare anche antichi frutti che pian piano stanno andando a scomparire nell’offerta che viene solitamente presentata dal mercato. In base alla stagione si possono così trovare: mela cotogna, pera martina, nespola germanica, zucca violina e molto altro.

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Dove possibile i prodotti sia freschi che lavorati, come nel caso di confetture, farine e biscotti, vengono spediti.

L’idea di tornare a mangiare prodotti sani sia per il consumatore che per la terra da cui provengono a me piace davvero molto e sono convinta che il tempo ripagherà l’impegno e la filosofia produttiva di Emiliana Bertoli e della sua famiglia. Solo instaurando un circolo virtuoso tra l’uomo e la natura possiamo ambire a nutrire davvero il pianeta, proprio come ci è stato più volte detto nei sei mesi da poco trascorsi di Expo2015.

 

Pan di spagna con crema al mascarpone e lamponi

Ci sono volte in cui rifletto il mio umore in quel che cucino, altre in cui per preparare un dolce penso alla persona a cui dedicarlo e poi tutto vien da sé. E’ veramente strano ma penso capiti a tutti ritrovarsi in ciò che si cucina o si crea con le proprie mani.

Quando penso ad un dolce funziona un po’ come per l’abbinamento cibo-vino: per contrapposizione o concordanza. Ci sono così volte in cui sono giù di morale e preparo un dolce “super dolce” per raddrizzare un po’ la giornata, altre volte in cui semplicemente ritrovo me stessa in qualcosa di semplice e senza fronzoli, come la vita di ogni giorno.

Quello che sto per raccontarvi è invece un dolce che ho dedicato agli 85 anni di mia nonna e quindi non poteva essere che qualcosa di speciale. Pensando a lei mi viene in mente tanta forza smussata da una decisa nota dolce. Ecco il motivo per il quale le ho preparato questa torta che ho trovato a dir poco sublime: Pan di spagna con crema al mascarpone e lamponi.

Per il Pan di spagna ho adattato al Bimby la ricetta di Luca Montersino , perché come sempre il tempo è poco e una mano dalla tecnologia in certi casi la accetto molto volentieri 😉

Per il Pan di spagna (senza lievito) di Luca Montersino:

250 gr di uova (circa 5)

175 gr di zucchero

150 gr di farina 00

50 gr di fecola di patate

1 bustina di vanillina

Per la crema:

250 gr di mascarpone

120 gr panna fresca

150 gr di lamponi

40 gr di zucchero a velo

Per la bagna:

80 gr di acqua

40 gr di zucchero

1/2 bicchierino scarso di limoncello

Per la preparazione del Pan di spagna con il Bimby: inserire la farfalla sulla lama. Versare nel boccale le uova con lo zucchero e scaldare per 3 minuti a 37° con velocità 3-4. Poi senza temperatura montare per altri 16 minuti sempre con la stessa velocità. A parte setacciare la fecola con la farina e la vanillina. Versare il composto di uova in una bowl e aggiungere a più riprese le farine mescolando molto delicatamente dal basso verso l’alto. Imburrate ed infarinate uno stampo a cerniera da 24 cm e versateci il composto. Fate cuocere con modalità del forno statico a 180° per 30 minuti.

Se non avete il Bimby la conversione della ricetta è presto fatta: mescolate uova e zucchero e scaldate il composto sul fuoco con fiamma molto bassa fino a raggiungere il 38-40°. Togliete poi dal fuoco e montate con le fruste elettriche o la planetaria per almeno 15 minuti. Procedete poi come sopra incorporando le farine.

Per preparare la crema al mascarpone vi basterà montare la panna e aggiungere poi il mascarpone e lo zucchero, continuate a montare sino a quando non avrete ottenuto una crema densa e compatta. Conservatela in frigorifero sino al momento di farcire la torta.

Per la bagna mettete sul fuoco l’acqua, lo zucchero ed il limoncello. Mescolate sino a quando lo zucchero non si sarà completamente sciolto, quindi togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.

E’ finalmente arrivato il momento di comporre la torta: tagliate a metà il Pan di spagna (attenzione: dovrà aver raggiunto la temperatura ambiente o qualche grado più freddo perché non si sbricioli durante il taglio); spennellate entrambe le parti tagliate con tutta la bagna così che una volta assemblata la torta il Pan di spagna non risulti asciutto; infine distribuite la crema al mascarpone su tutta la superficie e cospargete con circa i 2/3 dei lamponi tagliati a metà. Sovrapponete il disco di pasta superiore, spolverate con zucchero a velo e posizionate al centro il resto dei lamponi.

La torta va conservata in frigorifero e tolta solo al momento del servizio.

Sono certa che vi conquisterà… io l’ho trovata davvero deliziosa!

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Pane con segale e noci

Quanti tipi di pane esisteranno al mondo? Ve lo siete mai chiesto? Io me lo domando spesso e anche se ancora una risposta non sono riuscita a trovarla sono convinta che sia l’alimento che presenta più varietà al mondo.

Questo weekend ho preparato dei panini in versione autunnale, con farina di segale e noci.

Ecco gli ingredienti per preparare 10 panini super fragranti e profumati:

200 gr di farina 0

200 gr di farina di segale

80 gr di gherigli di noce

50 gr di burro fuso

1 cubetto di lievito di birra

1/2 cucchiaino di zucchero

1/2 cucchiaino di sale

Versate nella planetaria le due farine e aggiungete il lievito sciolto in 300 ml di acqua tiepida, unite lo zucchero ed impastate fino ad ottenere una massa omogenea. Coprite e lasciate riposare per 30 minuti. Aggiungete all’impasto il burro fuso ed il sale, impastate nuovamente fino a quando l’impasto non si staccherà dai bordi. Coprite e lasciate lievitare per altri 30 minuti. Tritate grossolanamente le noci e unitele all’impasto. Lavoratelo su un piano da lavoro ben infarinato e formate 10 palline di uguale misura. Disponetele ben distanziate su una teglia rivestita da carta forno e lasciatele lievitare per mezzora ben coperte da un canovaccio. Preriscaldate il forno a 180° quindi infornate la teglia con modalità ventilato e lasciate cuocere per 20 minuti.

Note:

  • a piacere prima di infornare potete incidere con 1 o 2 tagli ogni panino
  • questi panini sono ottimi accompagnati ai salumi, in particolare allo speck

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Plumcake alle prugne della California

La stagione sta cambiando, le temperature si fanno di giorno in giorno più fresche e svegliarsi il mattino è sempre più dura… quanto si sta bene sotto le coperte? Per fortuna a volte il risveglio è addolcito da qualcosa di veramente buono!

Non so voi ma io non sono mai stata una fan di brioche confezionante, non mi hanno mai dato grande soddisfazione. Per me non c’è dubbio che l’arma segreta per addolcire anche il più amaro dei risvegli sia proprio un dolce fatto in casa. E’ il caso di questo plumcake alle prugne della California capace di racchiudere tutto il buono del mattino. E’ estremamente soffice e le prugne gli conferiscono quel tocco in più a cui proprio non si può resistere.

Ecco l’occorrente per preparare questo dolce:

150 gr di burro morbido

150 gr di zucchero a velo

1 uovo + 2 tuorli

100 gr di farina 00

80 gr di fecola di patate

100 gr di prugne delle California (snocciolate ovviamente)

1 cucchiaino di essenza di vaniglia

1/2 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Per decorare:

2 cucchiai di confettura di albicocche

zucchero in granella

Lavorate a crema il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto ben montato, unite l’uovo ed i tuorli e mescolate con una frusta per inglobarli perfettamente alla crema al burro. Aggiungete l’aroma alla vaniglia poi setacciate sul composto la farina con la fecola, il lievito ed il sale. Mescolate per amalgamare bene il tutto ed infine completate l’impasto aggiungendo le prugne tagliate grossolanamente e passate nella farina (questo passaggio permetterà alle prugne di non precipitare sul fondo durante la cottura). Imburrate ed infarinate uno stampo da plumcake quindi infornate a 170° per 50 minuti con modalità statico. Una volta ultimata la cottura lasciate raffreddare il plumcake alle prugne su una gratella. Sformatelo e spennellate la superficie con la confettura di albicocche e ultimate il dolce con una manciata di zucchero in granella. Vedrete quanto vi piacerà!

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Biscotti al limone

Vi sembrerà strano ma ci sono dei giorni in cui il cioccolato proprio non mi va! Lo so, sembra molto strano anche a me… Attenzione però, non per questo mi manca la voglia di qualcosa di dolce! In queste situazioni c’è una ricetta che soddisfa sempre perfettamente le mie voglie, è quella dei Biscotti al limone. E’ semplicissima da preparare e richiede degli ingredienti che solitamente stanno sempre in dispensa. Insomma, io la adoro e  spero che anche voi la possiate trovare altrettanto deliziosa!

Ingredienti:

110 di burro morbido

130 gr di zucchero

280 gr di farina 00

1 uovo

1 limone verdello (in alternativa va bene anche quello classico)

1/2 bustina di lievito per dolci

Per la copertura:

4 cucchiai di zucchero semolato

2 cucchiai di zucchero a velo

Montate il burro con lo zucchero, aggiungete la scorza del limone ed il suo succo filtrato. Aggiungete la farina setacciata con il lievito e formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciate riposare in frigorifero per almeno un’ora. Togliete l’impasto dal frigorifero e con le mani formate tante palline grandi come noci. Passatele nello zucchero semolato e disponetele ben distanziate su una teglia rivestita da carta forno. Cospargete ogni pallina con abbondante zucchero a velo ed infornate a 180° per 10 minuti.

Lasciate raffreddare completamente prima di toglierli dalla placca ed infine gustateli accompagnati da una calda tazza di thè.

Note: più zucchero a velo metterete più saranno le “crepe” che si formeranno sul biscotto. Se desiderate averli completamente “rugosi” passateli in una ciotola con zucchero a velo dopo il passaggio nello zucchero semolato.

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Crostata panna e cioccolato

Ci sono dolci che puoi comporre e scomporre in tante parti, un pò come fanno i bambini quando giocano con le costruzioni. Mi diverto sempre molto ad assemblare alcune preparazioni di base che danno poi vita a dolci buonissimi e aggraziati. Trovo che questo mio assemblare funzioni un pò come una specie di cruciverba, un allenamento per la mente che tiene stimolata la mia fantasia. Nasce così la mia Crostata panna e cioccolato: ingredienti semplici, preparazione ancora più semplice e gusto esplosivo! La descrizione in breve di questa ricetta? Pasta frolla, ganache e panna.

Ecco la lista della spesa:

Per la pasta frolla:

300 gr di farina 00

100 gr di zucchero di canna

120 gr di burro

2 uova

1/2 bustina di lievito vanigliato

Per la ganache:

300 gr di panna fresca

300 gr di cioccolato fondente a scaglie

20 gr di burro

Per decorare:

200 gr di panna fresca

150 gr di lamponi

Per preparare la pasta frolla mettete in un mixer la farina con zucchero, lievito e burro. Azionate per pochi secondi così da ottenere delle “briciole”. Aggiungete le uova e lavorate nuovamente per pochi secondi. Formate un panetto piuttosto piatto, avvolgetelo nella pellicola e mettetelo a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

Infarinate ed imburrate uno stampo per crostata, stendete la pasta frolla e sistematela nello stampo. Rifinite i bordi e posizionate nel centro un foglio di carta forno con dei legumi secchi per procedere con la cottura in bianco della base. Infornate la crostata a 180° per 30-35 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella.

Nel frattempo preparate la ganache al cioccolato. Fate scaldare la panna e togliete dal fuoco prima che raggiunga il bollore. Scioglieteci il cioccolato fondente fatto a scaglie e mescolate fino a quando non avrete ottenuto una crema perfettamente omogenea, aggiungete a questo punto il burro e mescolate così da scioglierlo completamente. Tenete da parte per lasciare che la ganache si intiepidisca. Sistemate la base della crostata su un piatto da portata, versate la ganache nel guscio e mettete in frigorifero a raffreddare per un’ora.

Montate la panna e con una sacca da pasticcere decorate la torta tolta dal frigorifero, infine guarnite a piacere con i lamponi freschi.

Conservate la torta in frigorifero e toglietela solo al momento del servizio.

Note: per questo dolce ho scelto una frolla lievitata e piuttosto asciutta per compensare la parte cremosa delle ganasce con la panna… in questo modo il dolce risulterà perfettamente equilibrato e per nulla stucchevole.

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Trapizzino: la bandiera italiana più gustosa che c’è!

E’ proprio vero che le sorprese più belle arrivano quando meno te lo aspetti. E’ successo una domenica di settembre in occasione del Festival del Franciacorta in cantina, un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati delle bollicine italiane. Ospite della cantina Uberti, che da sempre rappresenta una delle eccellenze franciacortine, c’era Trapizzino. Ora, chi è di Roma sicuramente conoscerà questo “street food” molto bene, ma a Brescia questa prelibatezza non era ancora approdata.

Vi starete chiedendo di cosa si tratta anche se dal nome già qualche indizio c’è. E’ una “scarpetta da passeggio”, un connubio tra il tramezzino e la pizza imbottita, due vere istituzioni capitoline. L’idea nasce nel 2008 e l’artefice è Stefano Callegari, mastro pizzaiolo nel cui sangue scorre una vivida passione per la cucina romana.


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All’assaggio sono rimasta estremamente colpita dall’impasto, morbido e croccante al tempo stesso. Trapizzino viene realizzato con farine selezionate di solo frumento 00 e farine semintegrali macinate a pietra, lievito madre e una piccolissima percentuale lievito di birra (0.2%). Si sente parlare sempre più spesso di lievito madre, io per prima lo utilizzo per la produzione del mio pane fatto in casa, ma perché scegliere questo tipo di lievito anziché quello di birra più pratico e di facile gestione?  “Il gusto e la digeribilità che contraddistinguono la pizza di Trapizzino sono garantiti proprio dal lievito madre, un ingrediente segreto custodito gelosamente e mantenuto vivo grazie ad una cura quotidiana. – spiega Stefano Callegari – Il lievito madre è una sostanza viva, che deve essere accudita e nutrita ogni giorno. Quello che viene utilizzato per Trapizzino risale alla tradizione panificatoria del sud Italia e viene tramandato di generazione in generazione da oltre duecento anni. La pizza di Trapizzino viene realizzata con venti ore di lievitazione a temperatura controllata e questo la rende  leggera e facilmente digeribile. Se si considera quindi che ci vogliono quasi due giorni per fare un Trapizzino, possiamo dire che anche il tempo è uno degli ingredienti segreti!”

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Street food è una parola che sta entrando anche nel vocabolario italiano e spesso identifica un modo rapido (per strada appunto) e non troppo impegnativo per assaggiare i sapori tipici locali. Ma dopo aver provato alcuni tra i superbi condimenti di Trapizzino la domanda mi sorge spontanea: come nasce l’idea di farcire Trapizzino con i piatti della cucina romana anziché ad esempio con un semplice pomodoro e mozzarella? Mi risponde allora Stefano Callegari: “Una delle ambizioni di Trapizzino è quella di avvicinare i più giovani e non alla cucina di una volta, non quella dei piatti veloci, ma quella dei tempi e dei modi giusti, del “ci vuole il tempo che ci vuole”, dell’amore della scelta delle materie prime, del ragù che bolle sul fuoco dalla mattina presto che con il suo profumo invade tutta la casa. I ritmi di vita odierni, l’essere sempre di corsa, tutto questo non aiuta la nostra generazione a ricevere e poi tramandare le tradizioni culinarie e i segreti delle cucine di famiglia. Per molti versi la cucina romana per i giovani d’oggi è quasi sconosciuta, tanto ne sono culturalmente e concretamente lontani. Trapizzino ogni giorno si impegna con grande passione e con tanto amore affinché sia possibile gustare anche oggi la buona cucina  di una volta, con la stessa cura che ci mettevano le nostre nonne.”

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Beh, con queste premesse diventa facile capire il successo di Trapizzino che dopo i due punti vendita di Roma (Ponte Milvio e Testaccio- proprio dove tutto ha avuto origine) trova terreno fertile anche al di fuori dei confini nazionali. Il marchio, registrato in tutto il mondo, si potrà presto trovare in Giappone, a Tokyo e Kanazawa, dove l’azienda sta svolgendo attualmente attività di training con il personale che gestirà i locali. Ma le novità sono in continuo divenire, è infatti prevista per il prossimo anno un’apertura anche a Los Angeles.

Che dire, anche questa è l’eccellenza italiana!

Da sommelier non riesco a non porre un’ultima domanda a Stefano: Trapizzino e Franciacorta sono un perfetto abbinamento ma tra le tante combinazioni possibili qual’è la tua preferita? “Coda alla vaccinara e Franciacorta Extra Brut Francesco I firmato Uberti.”

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Ed è proprio con il titolo di una delle bellissime foto “rubate” dalla pagina facebook di Trapizzino che concludo questo squisito racconto: Trapizzino, la bandiera italiana più gustosa che c’è!

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E voi, quando sarete a Roma, quale Trapizzino sceglierete? Coda alla vaccinara, pollo alla cacciatora, polpette al sugo, parmigiana di melanzane, baccalà in guazzetto…. e potrei continuare (i gusti sono in totale 28!). Non vorrei però rovinarvi ogni sorpresa!

Dove trovare Trapizzino:

  • TRAPIZZINO PONTE MILVIO – Piazzale di Ponte Milvio, 13 – Roma
  • TRAPIZZINO TESTACCIO – Via Giovanni Branca, 88 – Roma

Mele in Torta, ovvero la torta di mele con zero grassi

Non so voi, ma l’autunno per è semplicemente due cose: stare a letto sotto calde coperte e… torta di mele! Di ricette per preparare la torta di mele ce ne sono a volontà, ogni famiglia ha la sua e chissà perché sono tutte buone, difficile trovare una torta di mele deludente. Ognuno però ha i suoi gusti, chi la preferisce soffice, chi cremosa, chi fragrante in versione crostata… io cosa preferisco? Non ve lo saprei dire perché davvero adoro tutte le interpretazioni di questo dolce tanto semplice quanto geniale! Per la prima volta però qualche giorno fa mi sono cimentata in una versione che prima non avevo mai provato che prevede poche calorie e zero grassi. Un sogno anche per chi è a dieta o non vuole avere rimorsi di coscienza dopo il bis della seconda fetta (tipo la sottoscritta insomma).

Da preparare è davvero semplicissima ed ecco l’occorrente:

130 gr di farina 00

2 uova

120 gr di zucchero

250 ml di latte

4 mele Golden

cannella in polvere

1/2 bustina di lievito per dolci

6 gr di bicarbonato

1 pizzico di sale

il succo di mezzo limone

un cucchiaino di zucchero a velo

Sbucciate le mele e tagliatele a fettine sottili, irroratele con il succo di limone e 20 gr di zucchero. A parte mescolate le uova con 100 gr di zucchero e poco alla volta aggiungete il latte. Mescolate così da ottenere un composto liquido e senza grumi. Aggiungete la farina, il lievito, il bicarbonato, la cannella (mettetene a piacere, io ne ho utilizzata una spolverata abbondante) ed il sale; mescolate il composto. Rivestite con carta forno una tortiera di medie dimensioni (24 cm), adagiate sulla base circa la metà delle mele, ricoprite con metà dell’impasto, aggiungete l’altra metà delle mele (tenetene da parte alcune fette per guarnire la superficie) e completate con la parte restante dell’impasto. Ultimate sistemando a piacere le mele e cospargetele con una spolverata di zucchero a velo. Infornate a 200° per 45 minuti con modalità del forno statico. Se le mele tendono a bruciacchiare verso la fine della cottura coprite la torta con carta d’alluminio; la torta sarà pronta quando avrà raggiunto un bel colore dorato.

Suggerimenti:

  • Servite la torta tiepida con una leggera spolverata di cannella.
  • Conservatela in frigorifero così manterrà la sua morbidezza per diversi giorni.

Note: Perché Mele in Torta? La quantità di mele è nettamente superiore all’impasto tanto che all’assaggio sembrerà di mangiare una sorta di crema.

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Bocconcini di sfoglia con crema di zucca e zucchine

Con la pasta sfoglia si sa, la creatività è libera di viaggiare! Oggi volevo proporvi dei finger food carini e gustosi e con dei semplici ingredienti di base potrete svilupparne di due gusti differenti: zucchine e zafferano, zucca e cipolla rossa. In casa mia sono stati divorati, spero succeda lo stesso anche sulla vostra tavola.

Procuratevi due rotoli di pasta sfoglia e un coppapasta del diametro di circa 6 cm (io ne ho usato uno a fiore così da avere i bordi ondulati).

Per la farcia di zucchine e zafferano:

1 zucchina

80 gr di panna

70 gr di uova

1 patata media bollita

12 pistilli di zafferano (o mezza bustina se comprate quello già in polvere)

1 spicchio d’aglio

olio EVO

un pizzico di sale

Per la farcia con zucca e cipolle rosse:

90 gr di zucca

60 gr di panna

90 gr di uova

60 gr di patata bollita

30 gr di cipolla rossa

olio EVO

un pizzico di sale

Per la farcia zucchine e zafferano: tagliate a cubetti molto piccoli le zucchine e fate cuocere in una padella con un filo d’olio e lo spicchio d’aglio, aggiustate di sale e dopo 10 minuti togliete dal fuoco eliminando l’aglio. Frullate in un mixer la panna con la patata, le uova, lo zafferano ed un pizzico di sale. Una volta fredde aggiungete le zucchine e mescolate con un cucchiaio.

Per la farcia zucca e cipolla rossa: sminuzzate la cipolla e fatela appassire in una casseruola con l’olio, aggiungete la zucca tagliata a pezzetti e lasciate cuocere per 15 minuti (5 se la zucca è surgelata). Mettete la zucca con la cipolla in un mixer, aggiungete le patate, le uova, la panna e un pizzico di sale e frullate il tutto fino ad ottenere una crema perfettamente liscia.

Componete ora i bocconcini: in uno stampo per mini muffin sistemate tanti pirottini di carta colorati. Adagiate in ogni spazio un disco di pasta sfoglia che avrete ritagliato con il coppapasta e riempite alternando la crema di zucchine e la crema di zucca.

Infornate a 180° con modalità del forno ventilato e lasciate cuocere per 30 minuti.

Note: se non avete lo stampo per mini muffin potete utilizzare anche gli stampi per muffin classici o in alternativa degli stampi per crostatine.

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Muffin al cocco

E’ arrivato il weekend, e che weekend! Più che fine settembre sembra di essere alla fine di giugno… meraviglioso! Oggi festeggio due anni esatti dalla nascita del mio blog e non potevo che festeggiare condividendo con voi una nuova ricetta! Presto inoltre ci saranno grandi novità, ma per ora non vi svelo nulla.

Restando ancora in tema d’estate ho preparato per voi dei piccoli muffin al cocco che trovo perfetti come accompagnamento al caffè (o per i più golosi nella misura classica sono perfetti anche per colazione o merenda).

Ecco la ricetta per preparare i mini muffin al cocco:

100 gr di farina 00

80 gr di cocco rapè (farina di cocco)

80 gr di burro morbido

75 gr di zucchero

2 uova

90 ml di latte

1/2 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Per decorare:

confettura di albicocche

cocco rapè

In una ciotola lavorate a crema il burro con lo zucchero; aggiungete i tuorli uno alla volta e unite il latte. Mescolate per ottenere un composto omogeneo. Setacciate sul composto la farina con il lievito ed il sale; completate aggiungendo il cocco rapè. A parte montate gli albumi a neve ben ferma e incorporateli all’impasto mescolando dal basso verso l’alto così da non smontare la massa. Sistemate i pirottini di carta dentro gli appositi stampi per muffin e riempite con l’impasto ogni pirottino per 3/4. Infornate a 170° con modalità del forno statico per circa 30 minuti. Una volta cotti (la superficie dovrà risultare ben dorata) spegnete il forno, aprite leggermente lo sportello di carico e lasciate riposare i muffin al cocco per 5 minuti. Estraeteli dal forno e lasciateli raffreddare su una gratella.

Una volta freddi spennellateli con poca confettura di albicocche e guarnite con del cocco rapè.

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Curiosità: sapevate che i muffin nascono in origine con gli avanzi di pane e biscotti? Sembra infatti che nelle famiglie nobili questi dolcetti venivano cucinati per la servitù unendo pane e biscotti a patate schiacciate, il tutto veniva poi fritto ottenendo così un dolce molto soffice. Quando una nobildonna scoprì questo dolce, le piacque a tal punto che divenne immediatamente l’accompagnamento per il momento del tè delle cinque. La voce si sparse poi così velocemente che nell’Inghilterra del Settecento nacquero persino i “Muffin Man”, uomini che vendevano i muffin per strada appoggiandoli su un vassoio di legno appeso al collo. Era forse l’inizio dei più moderni food truck?

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Tortine di frolla lievitata con farina di mais

Fare la frolla è un gioco da bambini… sbagliato! La vera frolla richiede poche ma essenziali informazioni che è bene tenere a mente prima di mettere le mani in pasta.

Esistono tantissime ricette ma in base agli ingredienti utilizzati si possono ottenere risultati molto diversi. Ecco alcuni miei consigli per avere una frolla senza sorprese:

  • usate la farina 00
  • lo zucchero rende più croccante la frolla nel caso dello zucchero semolato; se scegliete lo zucchero a velo il risultato sarà una frolla più fine; mentre consiglio lo zucchero di canna per frolle rustiche e dal sapore più aromatico (io lo adoro quando preparo le classiche crostate alla marmellata)
  • il burro personalmente lo uso sia freddo che morbido, a mio avviso poco cambia. Il vero segreto è non lavorare troppo l’impasto.
  • le uova vanno usate a temperatura ambiente e vanno aggiunte come ultimo ingrediente

Quella che vi propongo di seguito è una ricetta semplice e veloce per ottenere delle tortine perfette per la colazione o come merenda, ideali anche da dare ai bambini per la ricreazione visto ormai che tutte le scuole stanno per ricominciare.

La ricetta si basa su una classica frolla arricchita da farina di mais e lievito. Con le dosi indicate di seguito otterrete 25 tortine:

250 gr di farina 00

175 gr di burro morbido

40 gr di tuorlo

110 gr di zucchero semolato

1 gr di sale (un pizzico)

scorza di un’arancia

50 gr di farina di mais

6 gr di lievito per dolci

5 gr di zucchero a velo

45 gr di acqua

50 gr di zucchero a grana grossa

Impastate velocemente tra loro la farina 00, il burro, lo zucchero semolato ed il sale; aggiungete i tuorli e la scorza d’arancia grattugiata. Una volta ottenuto un panetto incorporate la farina di mais ed il lievito setacciato. Lavorate l’impasto solo il tempo necessario affinché tutti gli ingredienti siano ben amalgamati. Con l’impasto formate 25 palline quanto più possibile della stessa misura. Mettete ogni pallina in un pirottino di carta per muffin, appiattite le sfere con le dita così da farle diventare dei dischi spessi 5-6 mm. Mescolate l’acqua con lo zucchero a velo ottenendo così quella che in pasticceria viene chiamata “ghiaccia piangente”. Spennellate ogni disco di frolla con la ghiaccia ottenuta e cospargete poi con lo zucchero a grana grossa. Sistemate tutti i pirottini sulla leccarda ed infornate a 155° con modalità del forno ventilato tenendo lo sportello di carico leggermente aperto (basterà infilare il manico del cucchiaio di legno). E’ importante che queste tortine cuociano in assenza di umidità. Fate cuocere per 16 minuti e poi sfornate. Lasciate raffreddare su una gratella e gustatevi le tortine!

Dimenticavo, distanziate bene le tortine sulla leccarda così che durante la cottura mantengano una bella forma regolare.

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Il peso delle uova

Eccomi tornata dopo una settimana di mare, mare per così dire perché almeno per il momento la mia bimba sembra non apprezzare la brezza marina ma piuttosto predilige la camera. Va beh, sarà per il prossimo anno.

Oggi ho pensato di scrivervi non una ricetta bensì un appunto dedicato alle uova che penso possa servire a voi quanto è servito a me. Molto spesso infatti le ricette di dolci o di panificazione indicano in quantitativo di uova in grammi anziché in pezzi e molto spesso si perde tempo inutilmente alla ricerca della conversione. Questa mini guida vi farà così risparmiare tempo prezioso, basterà salvare la pagina sul vostro desktop per averla sempre a portata di mano.

Peso per un uovo medio:

  • albume: 30 gr
  • tuorlo: 20 gr
  • uovo intero sgusciato: 50 gr
  • uovo intero con guscio: 60 gr

Come ho già anticipato in alcune mie ricette ecco cosa suggerisco di fare con gli albumi:

Con i tuorli:

E ricordate… gli albumi si possono surgelare 😉

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Torta rustica ai pomodori

Sta quasi per volgere al termine la stagione dei pomodori e purtroppo sono sempre meno quelli che in questo periodo racchiudono ancora tutto il gusto dell’estate. Non so voi, ma per me il pomodoro è uno dei simboli più belli (e più buoni) della bella stagione. Quest’anno mi ritengo inoltre molto fortunata perché l’orto di famiglia ci ha regalato tantissimi pomodori datterini estremamente dolci.

Ed è proprio al pomodoro che dedico questa torta che ha per base una pasta al vino.

Per preparare la Torta rustica ai pomodori con pasta al vino vi servirà:

Per la pasta al vino:

100 gr di vino bianco

80 gr di olio EVO

300 gr di farina 0

1 pizzico di sale

Per la farcia:

2 uova

5 cucchiai di latte

2 cucchiai di pecorino romano

130 gr di Asiago fresco

3 pomodori piccadilly

3 pomodori datterino

3 pomodori essiccati

un pizzico di sale

4 foglie di basilico

La pasta al vino è la classica che si può trovare nel manuale di base Bimby e che qui vi riassumo per quanti non ne dispongono: emulsionate il vino e l’olio. Aggiungete la farina ed il sale ed impastate sino a quando non avrete ottenuto una pasta molto morbida ed elastica.

Per la farcia: sbattete le uova con il latte, il pecorino ed il sale, tritate finemente l’Asiago ed aggiungetelo alle uova. Mescolate bene per distribuirlo in modo omogeneo.

Foderate uno stampo a cerniera con carta forno e adagiatevi il disco di pasta al vino  che avrete precedentemente steso su un piano infarinato. Assicuratevi che i bordi siano rialzati rispetto alla base così da contenere la farcia. A questo punto versate nel guscio di pasta la farcia. Tagliate a rondelle sottili i pomodori mentre sminuzzate i quelli secchi. Distribuiteli in modo ordinato sulla torta. Infornate a 180° e fate cuocere per 40 minuti. Per dare un tocco di freschezza una volta che la torta rustica ai pomodori sarà fredda distribuite il basilico sminuzzato.

Note:

Se siete di fretta potete sostituire la pasta al vino con la pasta brisè.

Curiosità:

Sapevate che solamente in Italia sono registrate oltre 300 varietà di pomodoro? Per non parlare poi di quelle registrare in tutto il mondo, ben 1700. Sono però solamente 60 le tipologie di pomodoro effettivamente commercializzate. Quanto mi piacerebbe poterle provare tutte! Per ora la mia varietà preferita resta il datterino, ma confesso che in tutta la mia vita sarò riuscita a provare circa una quindicina di tipologie e quindi la maggior parte restano per me al momento sconosciute. E voi, quale varietà di pomodoro preferite?

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Angel Cake con crema chantilly

Finalmente ci siamo, ve lo avevo promesso e ora vi svelo cosa fare ogniqualvolta fate dolci o semplicemente creme e vi avanzano gli albumi. Non so voi, ma io sono contro gli sprechi… specialmente se si tratta di cibo! E poi, detto tra noi in cucina con un pò di ingegno non si butta proprio nulla! Ecco allora la torta perfetta per utilizzare albumi in esubero: Angel Cake! Questa torta è la più alta e soffice che ci sia e in più scommetto che quello che sto per dirvi vi piacerà ancor di più… questo dolce odia i grassi! Infatti non ne ha e nemmeno ci si avvicina! Non a caso la Angel Cake di origine americana è chiamata il “dolce degli angeli”.

Tutta la ricetta è basata sugli albumi e sulle proteine che questi contengono in grado di agire come una sorta di agente lievitante e al tempo stesso di creare una consistenza estremamente soffice.

La ricetta tradizionale è composta da questi semplici ingredienti:

120 gr di farina 00

200 gr di zucchero

4 gr di sale

12 albumi (circa 360 gr)

5 gr di cremor tartaro

1 bacca di vaniglia

Per la crema chantilly:

200 gr di panna fresca

40 gr di zucchero a velo

1 bacca di vaniglia

Prima di cominciare a preparare questo dolce dovete conoscere quali sono i suoi nemici: tuorlo d’uovo, grassi, detergenti chimici.

Ora potete cominciare: in un recipiente in vetro montate gli albumi (accuratamente separati dai tuorli). Ci vorranno almeno 10 minuti ma senza degli albumi ben montati è impossibile ottenere un buon risultato. Aggiungete il cremor tartaro e continuate a montare per un paio di minuti. Incorporate poco alla volta lo zucchero e continuate a montare; a parte setacciate la farina con il sale e aggiungete quindi la miscela al composto spumoso (senza però montare); aggiungete i semi della bacca di vaniglia e mescolate delicatamente dal basso vero l’alto così da non smontare la massa. Versate l’impasto nell’apposito stampo per Angel Cake (che non deve essere né imburrato né oliato) ed infornate a 190° per 35 minuti con modalità del forno statico. Sfornate e lasciate raffreddare il dolce capovolto così da non farlo collassare. Una volta ben freddo capovolgete il dolce su un piatto da portata staccandolo con delicatezza dallo stampo con l’aiuto di un coltello poco affilato.

Per la crema: montate la panna con lo zucchero a velo e i semi della bacca di vaniglia. Con una sacca da pasticcere guarnite a piacere la torta. Io ho aggiunto come decorazione delle piccole spumiglie ma a piacere potete aggiungere anche della frutta fresca (le fragole ad esempio sono perfette).

Note:

  1. Una volta aggiunta la farina al composto non utilizzate le fruste elettriche perché rischiereste di ottenere un dolce piuttosto gommoso anziché estremamente soffice.
  2. Per la cottura di questo dolce utilizzate l’apposito stampo o in alternativa uno stampo per ciambella che dovrete però poi rovesciare infilandolo sul collo di una bottiglia in vetro per far raffreddare il dolce.

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    Stampo per Angel Cake e Chiffon Cake

  3. Non pensate di sostituire la bacca di vaniglia con l’aroma liquido poiché quest’ultimo contiene una sostanza oleosa che vi rovinerebbe il risultato.
  4. Gli albumi che utilizzate possono essere stati prima anche surgelati. La cosa importante è che quando li montate siano ben freddi.
  5. Per la preparazione della Angel Cake non utilizzate recipienti in alluminio perché gli albumi potrebbero acquisire la colorazione del materiale.
  6. Il cremor tartaro in questa ricetta è indispensabile perché serve a stabilizzare gli albumi.

Curiosità: Questa ricetta è stata trovata scritta per la prima volta in un volume americano del 1884. Pensate che fino al 1865 lo sbattitore rotante per montare gli albumi non esisteva ma venivano utilizzati ramoscelli (è proprio il caso di dire: santa pazienza!).

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Tiramisù, un grande ed intramontabile classico della tradizione italiana

Concludo il mio percorso tra i dolci al cucchiaio che da sempre contraddistinguono la pasticceria italiana con il Tiramisù. Esatto, perché tutti amiamo e cuciniamo il Tiramisù ma ognuno ha la propria ricetta personale.

Vi siete mai chiesti dove e quando sia nato il Tiramisù? Le origini di questo dolce sono ancora in parte sconosciute purtroppo, ma su una cosa sembra non ci siano dubbi: il forte legame con la città di Treviso è ormai assodato. Si tratta quindi di un dolce nato nel nord-est d’Italia e che poi si è diffuso col tempo in tutto il Paese.

Tra le tante versioni (dove obbligatori rimangono caffè e mascarpone) vi lascio la mia che preparo ormai da anni e non mi stanca mai. Particolarmente consigliata se di questo dolce amate una crema compatta e spumosa al tempo stesso.

Ecco le dosi per 10 persone:

600 gr di mascarpone

6 tuorli

160 gr di zucchero

5 tazzine di caffè

200 gr di panna fresca

300 gr di savoiardi

cacao a volontà

In una ciotola montate i tuorli con lo zucchero sino ad ottenere una massa chiara e spumosa. Unite il mascarpone, già lavorato a parte con un cucchiaio, e continuate a montare con delle fruste elettriche. Quando il mascarpone si sarà perfettamente amalgamato aggiungete la panna che avrete prima montato in una ciotola a parte. Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto così da non smontare il composto. Una volta preparata la crema potete cominciare a comporre il Tiramisù. Spolverate il fondo di una pirofila con cacao amaro, bagnate velocemente i savoiardi nel caffè (freddo) e disponeteli in modo ordinato nella pirofila, distribuite metà della crema sul primo strato di savoiardi quindi completate con un’abbondante spolverata di cacao amaro. Ripete l’intera operazione per una seconda volta e mettete il dolce a riposare in frigorifero per qualche ora.

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Note: per un tocco più raffinato potete preparare il Tiramisù anche in piccole ciotole monoporzione. In questo caso anziché immergere i savoiardi nel caffè vi consiglio di sbriciolarli grossolanamente nella ciotola da servizio e di farci poi cadere qualche goccia di caffè, completate poi con la crema ed il cacao. In questo modo il dolce sarà perfetto anche per una festa a buffet.

P.S. Quando preparerete questo dolce non buttate gli albumi ma, dopo esservi assicurati che non ci siano all’interno tracce di tuorlo, surgelateli! Ebbene sì, gli albumi cari amici si possono surgelare. Cosa farne poi? Continuate a seguirmi, ve lo svelo nella prossima ricetta!

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Panna Cotta fatta in casa

Ebbene sì, lo avevo promesso e finalmente ci sono riuscita. Oggi vi parlo della panna cotta fatta in casa e ve la propongo in due versioni: classica e light (per chi fosse ancora in attesa della fatidica prova costume).

La preparazione è veramente molto semplice e vi basteranno pochi minuti. Sia che scegliate la versione classica che quella light l’esecuzione non cambia.

Per la versione classica:

500 ml di panna fresca

100 gr di zucchero

100 ml di latte intero

10 gr di gelatina in fogli

1 stecca di vaniglia

Per la versione light:

500 ml di latte parzialmente scremato

250 ml di panna fresca

60 gr di zucchero

14 gr di gelatina in fogli

1 stecca di vaniglia

Per la salsa:

200 gr di frutti di bosco (vanno bene anche surgelati)

70 gr di zucchero

1/2 limone (il succo)

Separate i fogli di gelatina e immergeteli in una ciotola di acqua fredda per ammorbidirli. Scaldate il latte senza però portarlo a bollore, togliete dal fuoco e immergetevi i fogli di gelatina ben scolati dall’acqua. Mescolate sino a quando non si saranno completamente sciolti. A parte, in una casseruola, versate la panna, aggiungete i semi della bacca di vaniglia e lo zucchero. Portate sul fuoco e scaldate a fiamma bassa tenendo mescolato. Quando avrà raggiunto il bollore togliete dal fuoco e versatevi il latte dove avete precedentemente sciolto la gelatina. Mescolate per amalgamare bene il tutto. Bagnate degli stampi monoporzione o in alternativa uno a cassetta con acqua ghiacciata, scolate bene e versatevi la panna cotta. Tenete in frigorifero a raffreddare per almeno 5 ore e poi capovolgete gli stampi sui piatti da portata.

Per la salsa vi basterà semplicemente frullare i frutti di bosco con lo zucchero, il succo di limone e 2 cucchiai di acqua. Passate infine la salsa ottenuta a setaccio così da eliminare i semi. Ora non vi resta che servirla in accompagnamento al vostro dolce.

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Semifreddo al pistacchio e miele

Il caldo sembra non passare e a me la voglia di accendere il forno non è ancora tornata. Continuo allora a proporvi ricette di dolci tipicamente estivi e che non richiedono alcuna cottura. Con questa ricetta del Semifreddo al pistacchio e miele ho voluto azzardare un accostamento di sapori che non avevo mai provato prima e devo ammettere che il risultato ha sorpreso anche me. Elegante, raffinato e per nulla banale! Gli ingredienti permettono inoltre di puntare su una presentazione semplice ma decisamente d’effetto.

Ecco gli ingredienti per preparare una dozzina di monoporzioni o in alternativa potete riempire uno stampo da plumcake per poi tagliare a fette il semifreddo:

3 dl di panna fresca da montare

2 vasetti di yogurt al pistacchio (250 gr)

3 vasetti di yogurt bianco intero (375 gr)

70 gr di zucchero

50 gr di miele millefiori o d’acacia

20 gr di gelatina in fogli

Per guarnire:

30 gr di pistacchi salati e sgusciati

30 gr di cioccolato fondente

Ammollate la gelatina in acqua fredda per almeno 10 minuti. Scaldate 50 gr di panna (senza arrivare a bollore), strizzate bene la gelatina e scioglietela poi nella panna calda. Mescolate sino a quando la gelatina non si sarà sciolta completamente. Mescolate gli yogurt e aggiungete zucchero e miele. Unite alla massa anche la panna dove avete precedentemente sciolto la gelatina e mescolate energicamente. Montate la restante panna con le fruste elettriche e incorporate mescolando delicatamente dal basso verso l’alto il composto di yogurt. Versate ora il tutto in stampi monoporzione (coppette o anelli da pasticceria) o in una forma da plumcake rivestita da pellicola trasparente. Lasciate in frigorifero a raffreddare per almeno 6 ore.  Una volta addensato potrete capovolgere il semifreddo al pistacchio e miele sul piatto da portata, eliminate la pellicola trasparente e guarnite con cioccolato fuso e granella di pistacchi.

Note: il salato dei pistacchi che guarniscono il dolce creerà un contrasto meraviglioso con il dolce del miele.

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Budino al cacao fatto in casa

Quante volte nella vita ci è capitato di mangiare un budino al cacao? Ma quante di queste volte il budino era veramente autentico? Quando poi capita di andare al ristorante ordinare un budino e ritrovarsi per l’ennesima volta quello ottenuto con i preparati cascano proprio le braccia. Intendiamoci, non sto demonizzando i preparati, ma penso che il sapore e la consistenza del vero budino fatto in casa sia un’altra cosa ed è per questo che mi arrabbio quando al ristorante pago per mangiare un qualcosa che potevo farmi tranquillamente a casa in 5 minuti. Per fare il budino partendo proprio dalla base non serve poi moltissimo tempo e non serve tantomeno un diploma in pasticceria per avere un ottimo risultato.

Vediamo insieme come si fa?

Ecco le dosi per 6 porzioni:

1 lt di latte (io ho usato quello parzialmente scremato)

100 gr di zucchero

80 gr di burro a temperatura ambiente

100 gr di cacao amaro in polvere

1 uovo

100 gr di farina 00

Per guarnire:

mirtilli neri

Tagliate a pezzettini il burro che deve essere molto morbido prima di essere lavorato; aggiungete lo zucchero e montate. Incorporate alla massa di burro e zucchero il cacao, l’uovo e da ultimo la farina continuando ad utilizzare la frusta così da ottenere un composto cremoso ed omogeneo. Scaldate il latte senza però portarlo ad ebollizione e aggiungetelo poco alla volta al composto di cacao, mescolate bene per togliere ogni traccia di grumo. Una volta che vi siete assicurati di avere una base perfettamente liscia rimettete sul fuoco a fiamma bassa (utilizzate una pentola antiaderente e dal fondo spesso). Da questo momento continuate a mescolare con una frusta sino a che il composto non comincia ad addensarsi, lasciate che raggiunga il bollore e dopo 2 minuti spegnete il fuoco.

Versate la crema in ciotole monoporzione, mettete in frigorifero a raffreddare per almeno 4 ore ed infine ricoprite ogni budino al cacao con i mirtilli che, oltre ad essere esteticamente belli, donano un tocco di acidità e “croccantezza”.

Ora, ogni volta che al ristorante ordinerete un budino saprete riconoscere se sarà stato fatto con i preparati oppure no. Presto faremo lo stesso “allenamento” per il palato anche con la panna cotta 😉

Non mi resta che dirvi: buona scorpacciata e… stay tuned!

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I moretti: finti tartufi cioccolato e nocciole

Se state cercando una ricetta rapida rapida per preparare dei dolcetti da classico dopo cena i moretti sono proprio quello che fa per voi! Sono dei finti tartufi al cioccolato fondente e nocciole e li definisco “finti” semplicemente perché non hanno la classica panna che solitamente contraddistingue questi dolci. Si preparano velocemente, non serve né forno né gas e per questo sono ideali da preparare anche nelle giornate più calde!

Ecco l’occorrente per preparare una quindicina di tartufini:

100 gr di cioccolato fondente

2 cucchiai di brandy

50 gr di granella di nocciole

50 gr di biscotti frollini

Tritate grossolanamente il cioccolato e fatelo fondere in microonde. Aggiungete il brandy, 25 gr di granella di nocciole e i biscotti tritati. Mescolate per amalgamare bene il tutto. Bagnatevi le mani e con l’aiuto di un cucchiaino formate delle piccole palline, passatele nella granella di nocciole rimasta e sistemate ogni tartufino nell’apposito pirottino di carta. Mettete in frigorifero a raffreddare e il dolce per la serata è servito! Facile no?!

N.B. per formare i moretti e perché la granella di nocciole aderisca bene è necessario bagnarsi le mani dopo aver formato ogni pallina, sistemate quindi sul piano da lavoro una ciotola con dell’acqua così sarete più rapidi nell’esecuzione.

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Greek yogurt frozen bars

In estate si sa, la voglia di gelato è sempre dietro l’angolo. Purtroppo però il buon senso ci dice che è meglio limitarne la quantità e la “gola” ne risente. Navigando nel web sono capitata per caso su un sito inglese che proponeva delle barrette di yogurt greco, greek yogurt frozen bars appunto, che ho subito trovato geniali. Sono perfette da sostituire al classico gelato, leggere e golose sono ideali anche per la merenda dei bambini perché possono essere un’ottima alternativa ai classici snack.

Per prepararle vi basteranno davvero 5 minuti e questo rende queste barrette “gelato” ancora più buone 😉

Ecco gli ingredienti per preparare 6 greek yogurt frozen bars:

400 gr di crema di yogurt greco

2 cucchiai di miele millefiori/acacia

100 gr di frutti di bosco surgelati

3 cucchiai di cocco rapè (cocco disidratato grattugiato)

3 cucchiai di gocce di cioccolato fondente

Mescolate bene la crema di yogurt greco con il miele, unite 50 gr di frutti di bosco e mescolate per amalgamarli allo yogurt. Versate il composto in una pirofila rivestita da pellicola trasparente e ricoprite la superficie con il cocco, i frutti di bosco rimasti e le gocce di cioccolato. Coprite e mettete in freezer per qualche ora.

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Togliete dal freezer 15/20 minuti prima di servire, tagliate lo yogurt in quadrotti e servite al naturale o accompagnato da una salsa ai frutti rossi.

Questo può essere anche un ottimo dolce leggero ed estivo da portare in tavola dopo una cena tra amici. Può conservarsi in freezer per diversi giorni.

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Torta fredda allo yogurt con gelèe alla pesca

Con questo caldo accendere il forno diventa sicuramente l’ultimo dei pensieri. Dopo l’ennesima poppata della giornata e messa a nanna la mia bimba non posso però rinunciare ad una fresca fetta di Torta allo yogurt ricoperta da una delicata gelèe alla pesca. Questo è uno di quei dolci la cui preparazione è piuttosto tattica perché può essere suddivisa in tre parti distribuendola così nel corso della giornata (e mai come da quando sono diventata mamma la suddivisione delle preparazioni in più momenti può essere utile e pratica!).

Per preparare questa Torta fredda allo yogurt vi servirà:

Per la base:

260 gr di biscotti frollini (meglio se del tipo Digestive)

170 gr di burro

2 cucchiai di zucchero di canna

Per la crema allo yogurt:

500 gr di crema di yogurt bianco

200 ml di panna fresca per dolci

50 ml di latte

8 gr di colla di pesce

Per la gelèe alla pesca:

80 gr di pesche

50 ml di acqua

50 gr di zucchero

3 gr di colla di pesce

Per prima cosa preparate la base della torta frullando finemente i biscotti. Lavorateli con il burro fuso e freddo e lo zucchero di canna. Imburrate uno stampo a cerniera del diametro di 22 cm e foderatelo con carta forno creando prima un disco da posizionare sulla base della tortiera e poi un anello da posizionare ai lati (se avete invece un anello da pasticceria basterà posizionarlo direttamente sul piatto da portata). Versate i biscotti sulla base della tortiera e schiacciate bene per compattarlo e creare così una base uniforme. Mettete in frigorifero a raffreddare per almeno un’ora.

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Per la crema allo yogurt bagnate i fogli di colla di pesce in acqua fredda e lasciateli per almeno 10 minuti. Scaldate il latte senza però portarlo a bollore, toglietelo dal fuoco, strizzate bene la colla di pesce e scioglietela poi nel latte caldo quindi tenete da parte. Una volta freddo mescolatelo allo yogurt. Montate la panna e poco a poco versate lo yogurt mescolando dal basso verso l’alto così da non smontare il composto. Versate la crema delicatamente sulla base della torta, livellatela e mettete a riposare in frigorifero per almeno tre ore.

Per la gelèe: frullate la polpa della pesca con un mixer; scaldate in un pentolino l’acqua con lo zucchero, togliete dal fuoco e scioglietevi la colla di pesce precedentemente ammollata in acqua fredda e ben strizzata quindi aspettate che si raffreddi e aggiungete lo sciroppo alla polpa di pesca. Versate la gelèe sopra la torta e rimettete in frigorifero a raffreddare per altre tre ore.

Al momento di servire togliete con delicatezza la torta dallo stampo e posizionatela sul piatto da portata.

Note: naturalmente questa torta può essere ricoperta con la gelèe che preferite, basterà sostituire la polpa di pesca con altra frutta ed il gioco è fatto. Per decorare sbizzarritevi invece con quello che più vi piace!

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Sfoglie con crema al limoncello e confettura di ciliegie

Ha inizio un’altra calda settimana dalle temperature più che mai estive! Di dolci lunghi ed impegnativi penso che nessuno abbia molta voglia, piuttosto qualcosa di sfizioso e che non richieda lunghe cotture… giusto quel dolce per cominciare, o concludere, al meglio la giornata.

Per voi ho preparato delle sfiziose Sfoglie con crema al limoncello e confettura di ciliegie… semplici e dal sapore estivo!

Questi gli ingredienti per prepararne una dozzina:

2 rotoli di pasta sfoglia rettangolare

250 gr di confettura di ciliegie

crema al limoncello

Per la crema al limoncello:

250 ml di latte

2 tuorli

50 gr di zucchero

25 gr di farina

la scorza grattugiata di un limone

1 cucchiaio di limoncello

Per decorare:

1 albume

2 cucchiai di zucchero

Per preparare la crema al limoncello: scaldate a fiamma bassa il latte con la scorza di limone e spegnete prima che arrivi a bollore. A parte montate i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina e versate a filo il latte ancora caldo tenendo mescolato così che non si formino grumi. Rimettete il composto sul fuoco sempre a fiamma bassa, tenete mescolato con una frusta e attendete qualche minuto. Quando la crema comincerà ad addensarsi spegnete, togliete dal fuoco e aggiungete il limoncello. Mescolate bene così da incorporare perfettamente il limoncello alla crema; versate la crema in una pirofila (meglio se in pirex), coprite con pellicola trasparente facendo in modo che aderisca perfettamente alla crema stessa e mettete in frigorifero a raffreddare.

Nel frattempo tagliate ogni sfoglia in 6 rettangoli e incideteli sui lati così da creare tante piccole “ali”.

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Spalmate sul fondo un cucchiaio di crema e uno scarso di confettura, quindi ripiegate le ali verso il centro del rettangolo di sfoglia in modo alternato (prima destra poi sinistra e così via). Sigillate bene le estremità della sfoglia così che la confettura e la crema non fuoriescano durante la cottura. Spennellate ogni sfoglia con l’albume leggermente sbattuto e cospargete con zucchero semolato. Infornate a 180° con modalità ventilato per 15/20 minuti.

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